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BONSIGNORI IN PIAZZA

Ospite di “Ghedi in fiore” quest’anno anche l’Istituto Bonsignori di Remedello che si presenta al territorio con i prodotti delle sue serre, una delle quali recentemente ricostruita. Qui come negli altri laboratori, lezioni e attività pratica si alternano all’attività teorica svolta in classe e i ragazzi diventano protagonisti attivi della loro formazione.

Così domenica 9 Aprile, affiancati dai loro docenti, gli alunni della scuola agraria della Bassa con entusiasmo e simpatia si sono improvvisati venditori: ai passanti hanno mostrato con cortesia e orgoglio il frutto del loro impegno e la gente ha apprezzato, come dimostrano le consistenti vendite di gerani, begonie, surfinie, caroline. Per chi non avesse potuto approfittare altre piante sono disponibili presso le serre dell’Istituto.   R.M

 

 

 

 Mercoledì 29 dalle 10.40 alle 12.30 le classi seconde indirizzo Itis ed Agraria dell’Istituto statale “ Bonsignori ” hanno partecpato ad un importante incontro promosso dall’AIDO di Brescia in collaborazione con il CSI ( Centro Sportivo Italiano

L’incontro è stato guidato da Rosaria Prandini Presidente provinciale dell’AIDO di Brescia e da Amelia Morgana Presidente del CSI di Brescia insieme col vice Presidente Emiliano Scalfi. Presenti inoltre due trapiantati di fegato, il sig. Pruneri Davide e il sig. Ermanno Manenti che hanno coinvolto gli alunni nel racconto della loro storia di trapiantati e di grandi sportivi. Gli alunni sono stati particolarmente colpiti dalla loro vitalità e dalla loro voglia di vincere ogni giorno la loro battaglia e come ci dice Davide Pruneri: “… al rientro dal giretto sentendo un bel fresco sul viso,...penso ai ragazzi visti ieri a Remedello durante l'incontro AIDO CSI BRESCIA ......e che avranno pensato,...hai visto che pazzo e come parlava velocemente,...ed anche un po' tanto gasato dei suoi tempi che dice quel tipo alto che corre ,...con la barba....ecco,...qui casca l'asino perchè la barba è già un ricordo. Ieri sera ,...zac, di nuovo via. Mi rendo conto che da un po',...non appena provo , ogni volta la sua vita è sempre più breve.....domenica mattina , alla staffetta ANED dei trapiantati alla Maratona di Milano il ragazzino si presenterà con la faccia simile a quella della foto sulla patente di guida,....dai,...ridete pure,...buona giornata!! Ah,...ridete pure anche di quel bel gradino visibile sulla mia spalla sx (va beh,...ce n'è uno anche su quella dx ma fa meno effetto).
Ricordi di fratture 2006-2008 Suzuki GSX-R,...bei tempi!!
Il Centro Sportivo Italiano è un ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni che vanta 72 anni di storia. 44mila tesserati e oltre 500 società affiliate sono i numeri del solo comitato di Brescia, che organizza ogni anno innumerevoli campionati ed eventi.
Si va dagli sport di squadra (calcio, pallavolo e basket) alle discipline individuali (atletica, ginnastica artistica, arti marziali, tennis tavolo, podismo e sci), senza dimenticare l’attività per diversamente abili e i corsi di formazione dedicati ad arbitri, giudici dirigenti e allenatori.
Il tutto con un occhio di riguardo alle nuove generazioni e senza porsi limiti, cercando di arricchire la proposta sportiva in qualità e quantità attraverso progetti ambiziosi, alimentati dalla dedizione alla causa dei volontari e da una mission immutata nel tempo: contribuire all’affermazione dell’educazione, di uno stile di vita sano e del bene comune attraverso lo sport. Da tempo però il CSI collabora con molte realtà territoriali di volontariato tra le quali appunto l’AIDO ( Associazione Italiana Trapianto Organi) . Lo sport è da tempo una terapia riconosciuta dal mondo medico. È importante per tutti perché previene l’insorgere di malattie, ma lo è ancora di più per chi ha già problemi di varia natura. Nel trapiantato in particolare, lo sport e un corretto stile di vita concorrono a prevenire e curare disfunzioni metaboliche quali il diabete o l’arterosclerosi, che spesso insorgono in seguito al trapianto a causa dei farmaci immunosoppressori. L’intrinseca particolarità del trapianto ha importanti ricadute sul piano psicologico del paziente. L’idea e l’immagine di sé viene in un qualche modo riposizionata e la vita assume un valore e significato assolutamente nuovo. Un trapiantato che pratica sport (non necessariamente a livello agonistico) è una delle testimonianze più immediate del successo di questa terapia. È inoltre un simbolo importante che infonde fiducia ed energia e stimola altri trapiantati (che si sentono ancora malati) a fare lo stesso. L’ulteriore passo avanti costituito dall’aspirazione a raggiungere livelli agonistici testimonia il desiderio non solo di tornare alla vita di sempre, ma anche di eccellere, e di tornare ad essere come gli altri.
Prof.ssa Monica Gardani
 

 Venerdi 7 aprile  le alunne della 5° Servizi Socio Sanitari dell’Istituto Statale Superiore “ Bonsignori”  di Remedello Sopra,  si sono recate presso A.P.S S.D. I.A.A.C. AND SPORT ad Asola per immergersi in un contesto naturalistico legato al mondo del cavallo, per riappropiarsi della propria vita, diventando amiche del cavallo.

La giornata è stata promossa da APS SD ASOLA A CAVALLO attraverso la giornata esperenziale LAdy Horse facente parte del progetto HOrse Life Coach un progetto rivolto al benessere umano attraverso il cavallo a cura di MArco Cavallo Istruttore i P:N:L: programmazione neuro linguisitca e
presenti alla giornata Adina Pinzi responsabile IAA OIPES e segretario Aps di Asola Luciano Allegro Dirigente Formatore area Età evolutiva e Equitazione ricreativa per Disabili.
 
Il motivo del percorso LADY HORSE  nasce dalla convinzione che tra mondo del cavallo e mondo della donna esistono interazioni profonde che portano a benefici reciproci. La donna infatti si percepisce prima di tutto nella sua dimensione materna, che le permette appunto di avere innati atteggiamenti tipicamente materni in tutte le sue manifestazioni relazionari, quali la delicatezza, la passione,  la pazienza e in particolare  la cura e la capacità di ascolto,  il cavalllo agisce in base a ciò che percepisce e in base a ciò che gli fa bene.
La magia della relazione con il cavallo parte infatti dall’onestà e quindidalla volontà di voler comunicare con lui in modo naturale ascoltando il proprio stato d’animo per trasmetterlo al cavallo stesso, perché lui comunque lo percepisce, ci percepisce. Il cavallo sceglie con chi relazionarsi. La donna si caratterista anche per la sua naturale capacità di domare ( Domus- casa) che possiamo anche tradurre come Buon Senso Femminile ed è questo che le permette di instaurare questo specialale rapporto con il cavallo, si tratta di governare con cura.
Chiaramente la relazione, come già detto produce benefici reciproci, ad esempio imparare a controllorare i propri stati d’animo in ogni circostanza, apprezzare i propi talenti, riacquisire fiducia in se stessi e superare le propie paure o inadeguatezze. Questo è possibile grazie ad alcuni gesti all’apparenza scontati, quali  ad esempio la consapevolezza del tocco. Questo è il mondo femminile visto dal punto di vista del cavallo.
 
Prof.ssa Monica Gardani
 

Lunedì 10 Aprile, gli alunnni della 2B Agraria dell’Istituto Statale Superiore “ Bonsignori” di Remedello Sopra, si sono recati pressso l’Azienda Ospedaliera di Asola nel reparto di Pediatria, all’interno del quale è nato ABEONAVE  uno spazio a misura di bimbo, per diminuire il più possibile il trauma del ricovero del bambino, creando un un ambiente famigliare, ludico, stimolante ed evocativo, dove trovano spazio,  i famigliari che contribuiscono insieme ai medici, agli infermieri ,ai diversi operatori sanitari, educatrici e anche maestre a creare una vera squadra-famiglia, nel rispetto dei diritti del bambino. L’idea nasce all’interno dei principi della medicina olistica, che cura si la malattia ma prima di tutto la persona, nella totalità delle sue dimensioni.

 
La sofferenza, ha sottolineato il Dott.re Stefano Sardini Direttore del reparto, è parte della vita, dobbiamo quindi riuscire a contestualizzarla e gestirla, ma nello specifico di un ambiente ospedaliero il principale obbiettivo, a partire dal medico, aggiunge il Dott.re, è mettere in atto metodi che contenganoil piùpossibile il . dolore.  Nello specifico dei neonati, ad esempio, l’utilizzo di ciuci col saccarosio, o coperte che facciano sentire il bambino abbracciato alla mamma e con i più grandicelli adesempio il cartone animato. Il momento stesso della nascita è trauma per il nascituro e sofferenza per la madre, ma questo genera una vita.  La struttura inoltre promuove iniziative di apertura al territorio, con attività che coinvolgono l’Amministrazione Comunale, volontari, e in particolari i ragazzi degli Istituti Comprensivi con progetti ludico-ricreativi e con Open day aperti alla cittadinanza. Altri importanti obbiettivi del Progetto, sono promuovere iniziative a favore della prevenzione e della diagnosi precoce ma anche della riabilitazione e della socializzazione per il ritorno ad una vita normale.
Prof.ssa  Monica Gardani
 

 Questo i  temi che sono stati trattati durante l’incontro di martedì 11 dalle 11 alle 13 con gli studenti della 2c Itis dell’Istituto Statale Superiore “ Bonsignori”, in classe, con il sig. Giancarlo Bolther  esperto delle tematiche citate nei titoli. Diplomato in Agraria a Remedello presso il nostro Istituto e laureato in Economia e Commercio a Brescia,  da anni collabora con testate giornalistiche legate al mondo della musica oltre ad aver scritto diversi articoli e ha tenuto conferenze presso diversi Istituti scolastici.

 
L’ncontro si inserisce all’interno di un percorso didattico condotto durante le ore curriculari dalle rispettive insegnanti di religione Monica Gardani e di Italiano Mariagrazia Valitutto .
 
 
Dopo una breve introduzione del relatore, che ha sottolineato come : “ I giovani di oggi sono figli dei giovani contestatori degli anni ’60, la cosa interessante è vedere che le problematiche non sono cambiate, esiste sempre e comunque un divario e una incomunicabilità di fondo fra mondo adulto e giovanile. Il secondo si sviluppa e cambia talmente in fretta da non consentire agli adulti di restare al passo coi tempi e soprattutto permangono le paure nei confronti di pericoli più o meno presunti di cui il Rock sarebbe portatore. Queste “paure” sono naturali, in quanto gli adulti di oggi, nonostante abbiano visto nascere il Rock, dimostrano di non conoscerlo, almeno non nelle sue forme più moderne, e si ha sempre un po’ paura di quello che non si conosce. Senza voler approfondire troppo l’analisi possiamo dire che in certi ambienti c’è un sospetto, nemmeno tanto velato, che l’industria del business abbia utilizzato il Rock per il dominio delle masse giovanili e le teorie a sostegno di queste tesi hanno anche un certo fascino, non sorprende quindi constatare il grande seguito che hanno tutt’oggi. Ma per riallacciarmi alla premessa iniziale, non è che si stia cercando un “colpevole”? Un capro espiatorio? E che il Rock sia, un colpevole “perfetto”?  Ha aggiunto ancora Da un punto di vista puramente teologico, con buona pace di tutti gli integralisti religiosi del caso, il Rock, come il Blues, non possono essere la musica del diavolo, semplicemente perché il diavolo non è “creatore”, solo Dio è creatore, mentre il diavolo può solo “usare” le cose e non crearle”.
La Religione crea comunità con valori di riferimento riconosciuti e condivisi da tutti, mentre il Satanismo insegna un individualismo esasperato che insinua nell’uomo un desiderio di onnipotenza infinita. L’uomo ha da sempre sentito il bisogno del Sacro, e quindi forse l’Ateismo allo stato puro non esiste, ma il Satanismo filosofico in più promette la Libertà dell’uomo da tutto ciò che lo limita e nel casa del Satanismo rituale-religioso ( secondo la distinzione fatta da Bolther sull’esistenza di due fondamentali gruppi di Satanismo) si promette il Successo, che riflette in un qual senso il messaggio dei modelli pubblicitari dell’odierna moderna società.
Conclude  quindi  il nostro relatore: “Allora il rock è colpevole di tutto questo?
Di sicuro oggi i giovani sono molto più informati e sollecitati, ma questo non è colpa del rock, la musica è il mezzo principale con cui i giovani si esprimono e attraverso di questa lanciano i loro messaggi al mondo. Questi messaggi vanno ascoltati e capiti, non giudicati”.
 

Prof.ssa Monica Gardani

 

Il 14 marzo è un giorno speciale per i matematici e i fisici di tutto il mondo: è il “Pi greco day”, ideato nel 1988 dal fisico statunitense Larry Show e diventato quest’anno una “sfida” a colpi di quiz matematici anche nelle scuole italiane. La scelta di questa data non è casuale: nella tradizione anglosassone, infatti, il 14 marzo diventa in cifre 3.14, ossia le prime tre cifre del Pi greco.

I nostri alunni della Quarta A Agrario, “incuriositi” dal Pi greco grazie all’insegnante di Matematica Prof.ssa Giuliana Parolini, hanno voluto celebrare la giornata con una divertente foto di gruppo, disponendosi come il famoso segno matematico. Per finire, non poteva mancare un dolce: infatti, durante la prima celebrazione del 1988, le persone che parteciparono mangiarono crostate di frutta. I ragazzi hanno mantenuto la tradizione con una gustosissima crostata alla crema, ovviamente rotonda.

Il Pi greco day servirà, come ha asserito il ministro Valeria Fedeli, ad avvicinare i ragazzi alla matematica? Meglio non sbilanciarsi, ma è stato comunque un bel momento a scuola.


 

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Mio figlio scrive male, come aiutarlo?

Obiettivi

L’incontro si prefigge lo scopo d’informare i genitori sulle difficoltà grafo-motorie e sulle possibilità di miglioramento offerte da un adeguato e personalizzato programma di educazione del gesto grafico.
Il Ri-Educatore della scrittura è il professionista competente per potenziare le abilità di base e i pre-requisiti dell’apprendimento della manoscrittura degli alunni della scuola primaria ed è la figura più indicata per il trattamento della disgrafia.

Destinatari

I genitori interessati alla qualità della scrittura dei loro figli, iscritti alla scuola secondaria di I° e II° e alla scuola primaria. Sono invitati, in particolare, i genitori “preoccupati” per la “brutta scrittura” o disgrafia, indipendentemente dal possesso di una certificazione.

Programma

Esempi di scritture disgrafiche;
La figura dell’Educatore del gesto grafico;
Domande.

L’incontro si svolgerà presso l’I.I.S. “G. Bonsignori” nella “sala verde” del plesso di via Cappellazzi. Sabato 18 marzo 2017 - ore 15,00

Relatore

dott.ssa Marialuisa Iarussi – Grafologa ed Educatrice del gesto grafico, ai sensi della L. nr. 4/2013, Socio ordinario A.G.I. (Associazione Grafologica Italiana), Socio A.E.D. (Associazione Europea Disgrafie), C.T.U. e Perito iscritto ai rispettivi Albi del Tribunale di Mantova.

 

Il 7 Febbraio le classi del biennio, ITIS e Agrario, sono andate al teatro Sant’Afra di Brescia per assistere ad uno spettacolo.

Come Ciaula che scopre la Luna così gli alunni hanno scoperto il teatro, che mette in scena la Vita e la Forma nel loro perpetuo mutare. Come dice Pirandello “… la vita è un flusso che noi cerchiamo di arrestare in forme stabili e determinate. Il guaio è che come ti vedo io, non ti vedono gli altri”, forse per questo la Compagnia Mutti ha scelto di calare il teatro nel teatro rappresentando “L’uomo dal fiore in bocca” e in esso, come in un flashback, “La patente”, questo espediente ha permesso ai ragazzi di non perdere “il filo”. Il palcoscenico, poi, vuoto di inutili arredi, nella sua spartana semplicità ha consentito, agli alunni e a noi docenti, di comporre la scena e i personaggi secondo la nostra immaginazione così che ognuno potesse costruire la propria storia, pronta a cambiare in base alle sensazioni percepite. Siamo stati tutti spettatori di “… una realtà che non ci fu data e non c’è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai, per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.”

Prof.ssa Valitutto Rosagrazia

 

Al fine di promuovere l’attività di volontariato, offrire nuove opportunità di lavoro nel settore terziario e sensibilizzare al rispetto della società, è stato organizzato per le classi quarte e quinte un incontro informativo con l’ associazione PROTEZIONE CIVILE “CITTA’ DI ASOLA ” Pro emergenze Onlus con il Sig. Matteo Peafrini Presidente dell’associazione che ha illustrato cos' è la Protezione Civile, di cosa si occupa, chi ne fa parte, e chi sono i volontari e come si diventa volontari.

Prof.ssa Monica Gardani

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