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 Martedi 23 e mercoledi 25 le classi delle prime Agraria e la seconda c Agraria si sono recate in visita di istruzione nel magnifico paesaggio della formazione montuosa più interessante della zona dell’Alta Val Pusteria, dove si trovano le Tre Cime di Lavaredo, alle quali Sesto deve anche la sua popolarità. Le Tre Cime di Lavaredo sono il punto d’attrazione numero uno della regione circondata dalle Alpi Carniche e dalle Dolomiti e il Lago di Braies situato a ca. 1500 m nel punto più a nord del parco naturale Fanes-Senes-Braies e circondato dalle pallide vette delle Dolomiti in fondo alla Valle di Braies. Insomma i nostri ragazzi guidati dalla professionalità del collega prof. Petruzziello, si sono tuffati in questo mare verde alla scoperta dellae bellezze della natura che mai smette si stupirci. Il percorso non è stato facile ma i nostri ragazzi hanno dimostrato tenacia e dimostrato spirito d’avventura. Naturalmente non è mancato l’aspetto ludico e l’emozione dell’avventura.

 

 

 Giovedi 25 maggio presso l’Istituto di Istruzione Superiore Statale di Remedello Sopra si è svolta una significativa assemblea di Istituto sul tema Disabilità e Sport promossa dalla’Associazione “ Il Senso” impegnata ad organizzare attività sportive legate al mondo della disabilità. Ospiti dellincontro Serena Clementi presidente dell’Associazione, Maurizio Ghisleri vicepresidente, Pierluigi Marini segretario. Ma i veri protagonisti della mattinata sono stati Grazia Colosio, maglia rosa al giro d’Italia 2015 e il marito Glisoni Alberto categoria normodotati, Romina Modena maglia rosa giro d’Italia 2016 ed infine Giancarlo Masini medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016.

Masini nel corso di una gara rievocativa, in sella ad una moto da cross, si frattura la vertebra lombare diventando paraplegico, lui però non si arrende e durante la riabilitazione comincia a pedalare su una bici coi rulli. Una lunga ascesa che l’ha portato al secondo posto nei Mondiali Paralimpici di crono a squadre nel 2014 e poi al terzo posto in quelli svizzeri del 2015, dice Masini mentre si racconta: “ per me correre in bicicletta è la mia libertà, quando sono in sella la disabilità sparisce e posso guardare il mondo dall’alto. Mi sento un’altra persona, questa medaglia la dedico a me stesso perché ho fatto tanto lavoro per preparare una gara così e questa è la prima soddisfazione della mia vita. Non speravo proprio in un podio perché gli avversari erano fortissimi…”


Significativa e commovente anche la testimonianza Romina 40 anni che dodici anni fa è stata colpita da encefalomielite post parto, un trauma che ha cambiato d’improvviso la sua vita. Vita in cui oggi sorride Matilde, la sua bimba. Vita in cui Roberto, il marito, appassionato di bici è il compagno perfetto per la sua nuova avventura sportiva e di Grazia handbikers che si spalle lascia l’incidente che a 18 anni le ha portato via l’uso delle gambe per guardare avanti e far accadere ciò che più desidera. Percorre la strada maestra del “non è mai troppo tardi”: “Sono al mio primo Giro d’Italia di handbike - spiega Grazia Colosio di Sulzano, sul lago d’Iseo e al secondo anno nello sport paralimpico”.

 

L’incontro è stato condotto e guidato dal presentatore Sandro Bolzoni che con professionalità è riusciuto a coinvolgere in prima persona i nostri ragazzi che saliti sul palco si sono raccontati e confrontati con i relatori mettendosi a nudo e creando cosi una sottile rete di corrispondenze che li legherà per sempre.
Prof.ssa Monica Gardani

 

 

 

Bisogni Educativi Speciali (BES)

Gli alunni con disabilità si trovano inseriti all’interno di un contesto sempre più variegato, dove la discriminante tradizionale - alunni con disabilità / alunni senza disabilità - non rispecchia pienamente la complessa realtà delle nostre classi. Anzi, è opportuno assumere un approccio decisamente educativo, per il quale l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene sulla base della eventuale certificazione, che certamente mantiene utilità per una serie di benefici e di garanzie, ma allo stesso tempo rischia di chiuderli in una cornice ristretta. A questo riguardo è rilevante l’apporto, anche sul piano culturale, del modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) dell’OMS, che considera la persona nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale. Fondandosi sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni.

In questo senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.
(fonte: www.istruzione.it/dg_studente/disabilita.shtm)

Vademecum Alunni BES

Allegati:

  1. verbale consegna diagnosi
  2. questionario per la raccolta delle informazioni
  3. convocazione genitori
  4. accordi preliminari
  5. verbale individuazione BES
  6. relazione per esame di  stato alunni DSA e BES
  7. relazione per esame di stato alunni H

(Documenti realizzati dall'Istituto Bonsignori)

Visualizza l'attestato conseguito dall'Istituto Bonsignori

 

 

Lunedì 15 Maggio, le alunne della 5°  Socio servizi sanitari dell’Istituto Statale Superiore “ Bonsignori” di Remedello Sopra, si sono recate presso l’Azienda Ospedaliera di Asola nel reparto di Pediatria, all’interno del quale è nato ABEONAVE  uno spazio a misura di bimbo, per diminuire il più possibile il trauma del ricovero del bambino, creando un un ambiente famigliare, ludico, stimolante ed evocativo, dove trovano spazio,  i famigliari che contribuiscono insieme ai medici, agli infermieri ,ai diversi operatori sanitari, educatrici e anche maestre a creare una vera squadra-famiglia, nel rispetto dei diritti del bambino. L’idea nasce all’interno dei principi della medicina olistica, che cura si la malattia ma prima di tutto la persona, nella totalità delle sue dimensioni. La sofferenza, ha sottolineato il Dott.re Stefano Sardini Direttore del reparto, è parte della vita, dobbiamo quindi riuscire a contestualizzarla e gestirla, ma nello specifico di un ambiente ospedaliero il principale obbiettivo, a partire dal medico, aggiunge il Dott.re, è mettere in atto metodi che contengano il più possibile il dolore. 
 
Nello specifico dei neonati, ad esempio, l’utilizzo di ciuci col saccarosio, o coperte che facciano sentire il bambino abbracciato alla mamma e con i più grandicelli adesempio il cartone animato. Il momento stesso della nascita è trauma per il nascituro e sofferenza per la madre, ma questo genera una vita.  La struttura inoltre promuove iniziative di apertura al territorio, con attività che coinvolgono l’Amministrazione Comunale, volontari, e in particolari i ragazzi degli Istituti Comprensivi con progetti ludico-ricreativi e con Open day aperti alla cittadinanza. Altri importanti obbiettivi del Progetto, sono promuovere iniziative a favore della prevenzione e della diagnosi precoce ma anche della riabilitazione e della socializzazione per il ritorno ad una vita normale.
Prof.ssa  Monica Gardani
 

“Storie di catastrofi e altre opportunità…”

Questo il titolo della mostra sulle estinzioni proposta dal MUSE di Trento, e che è stata oggetto dell’uscita didattica delle classi seconde A, B, C ITIS.

scarica l'articola della prof. Valitutto

 

 

I nostri alunni delle classi seconde mercoledi 2 maggio, hanno incontrato l'Associazione O.D.V ENGEA  GARIBALDINI A CAVALLO  nelle persone di Adina Pinzi Responsabile  I:A:A:OIPES Dirigente non profit e Marco Cavallo Horse Coach e istruttore P:N:L programmazione neuro linguisticaal fine di promuovere l'attività del volontariato ed offrire nuove opportunità di lavoro nel settore del terziario e sensibilizzare al rispetto per l'ambiente. L’Associazione che da anni si impegna con  Progetti a livello nazionale in campo sociale e nell’ambito del volontariato, collaborando con la Protezione Civile,  si occupa della  salvaguardia ambientale e del benessere animale. ENGEA Garibaldini Volontari a Cavallo si prefigge di operare a favore della natura con tutti gli strumenti disponibili: dalla sensibilizzazione all’educazione, dall’ecogestione al recupero di aree degradate, alla promozione di norme per la tutela di ambienti e animali. La parte sportiva viene seguita da ENGEA Equitazione Srl sportiva Dilettantistica che cura e insegna la tecnica equestre con i suoi cavalli e pony e propone sul territorio attività ludiche, azioni per la salvaguardia ambientale a cavallo, attività sociali quali l’equitazione  ricreativa per i diversamente abili. L'incontro è stato guidato dai nostri protagonisti che ci hanno illustrato tutte le attività e i progetti che l'associazione da anni conduce e propone al fine  di promuovere nuove opportunità di lavoro nel settore del terziario e sensibilizzazione al rispetto dell'ambiente e degli animali e aspetti più propriamente legati all'ambito del volontariato sociale in riferimento alle attività assistite dall’animale TAA (altrimenti detta Pet-Terapy) e di come possa interagire il mondo  degli animali  e dell’agricoltura con il terzo settore . 

Attraverso un dibattito magistralmente condotto con i ragazzi,  Marco Cavallo partendo dalle esperienze personali e dalle attività lavorative  che già i ragazzi vivono,  ha  illustrato alcune possibili figure professionali relativamente al terzo settore legate anche al mondo del turismo per esempio  nell’ambito dell’ Agriturismo con l’ animatore degustazione enogastronomica o l’accompagnatore equituristico o la guida equestre…  ma anche l’aspetto  sociale- emozionale non meno importante che ben configura quel connubio indiscutibile tra natura  e mondo del cavallo, ma anche col mondo animale in genere. Si parla ad esempio di interventi assistiti con gli animali rivolte alle famiglie, alle comunità scolastiche con disagi psicofisici o disabilità ma anche di figure professionali più propriamente legate al territorio, come l’ horse coach, l’ horse raid,  il nordic horse-bike l’italian mountain trail ed infine horse life coaching.  L’incontro aveva come obbiettivo di  far comprendere l’infinita ricchezza del mondo ambientale ed animale che per i nostri ragazzi può senza dubbio, come illustrato dai nostri relatori, tradursi in opportunità lavorative che valorizzano non solo l’attività che si svolge ma la persona stessa che la svolge attraverso una rete di relazioni empatiche sia con gli animali che con il territorio.

 

Prof.ssa Gardani Monica

 

 

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