Questo i  temi che sono stati trattati durante l’incontro di martedì 11 dalle 11 alle 13 con gli studenti della 2c Itis dell’Istituto Statale Superiore “ Bonsignori”, in classe, con il sig. Giancarlo Bolther  esperto delle tematiche citate nei titoli. Diplomato in Agraria a Remedello presso il nostro Istituto e laureato in Economia e Commercio a Brescia,  da anni collabora con testate giornalistiche legate al mondo della musica oltre ad aver scritto diversi articoli e ha tenuto conferenze presso diversi Istituti scolastici.

 
L’ncontro si inserisce all’interno di un percorso didattico condotto durante le ore curriculari dalle rispettive insegnanti di religione Monica Gardani e di Italiano Mariagrazia Valitutto .
 
 
Dopo una breve introduzione del relatore, che ha sottolineato come : “ I giovani di oggi sono figli dei giovani contestatori degli anni ’60, la cosa interessante è vedere che le problematiche non sono cambiate, esiste sempre e comunque un divario e una incomunicabilità di fondo fra mondo adulto e giovanile. Il secondo si sviluppa e cambia talmente in fretta da non consentire agli adulti di restare al passo coi tempi e soprattutto permangono le paure nei confronti di pericoli più o meno presunti di cui il Rock sarebbe portatore. Queste “paure” sono naturali, in quanto gli adulti di oggi, nonostante abbiano visto nascere il Rock, dimostrano di non conoscerlo, almeno non nelle sue forme più moderne, e si ha sempre un po’ paura di quello che non si conosce. Senza voler approfondire troppo l’analisi possiamo dire che in certi ambienti c’è un sospetto, nemmeno tanto velato, che l’industria del business abbia utilizzato il Rock per il dominio delle masse giovanili e le teorie a sostegno di queste tesi hanno anche un certo fascino, non sorprende quindi constatare il grande seguito che hanno tutt’oggi. Ma per riallacciarmi alla premessa iniziale, non è che si stia cercando un “colpevole”? Un capro espiatorio? E che il Rock sia, un colpevole “perfetto”?  Ha aggiunto ancora Da un punto di vista puramente teologico, con buona pace di tutti gli integralisti religiosi del caso, il Rock, come il Blues, non possono essere la musica del diavolo, semplicemente perché il diavolo non è “creatore”, solo Dio è creatore, mentre il diavolo può solo “usare” le cose e non crearle”.
La Religione crea comunità con valori di riferimento riconosciuti e condivisi da tutti, mentre il Satanismo insegna un individualismo esasperato che insinua nell’uomo un desiderio di onnipotenza infinita. L’uomo ha da sempre sentito il bisogno del Sacro, e quindi forse l’Ateismo allo stato puro non esiste, ma il Satanismo filosofico in più promette la Libertà dell’uomo da tutto ciò che lo limita e nel casa del Satanismo rituale-religioso ( secondo la distinzione fatta da Bolther sull’esistenza di due fondamentali gruppi di Satanismo) si promette il Successo, che riflette in un qual senso il messaggio dei modelli pubblicitari dell’odierna moderna società.
Conclude  quindi  il nostro relatore: “Allora il rock è colpevole di tutto questo?
Di sicuro oggi i giovani sono molto più informati e sollecitati, ma questo non è colpa del rock, la musica è il mezzo principale con cui i giovani si esprimono e attraverso di questa lanciano i loro messaggi al mondo. Questi messaggi vanno ascoltati e capiti, non giudicati”.
 

Prof.ssa Monica Gardani